Una Carta della Qualità per noi tutti

 

Il sistema di Renaissance des Appellations sprona il vignaiolo a lavorare meglio. Inoltre informa i consumatori sugli effetti che ogni azione, in vigna e in cantina, ha sull’espressione di una Denominazione.

Il nostro obiettivo non è stilare una gerarchia tra i vignaioli, ma avvicinare coloro che condividono una comune filosofia sul vino siano essi produttori, distributori o consumatori. Vogliamo recuperare l’originale significato delle Denominazioni, in modo da ridare pieno significato ai ‘terroir’. Così da sganciare i prodotti dalla competizione che l’assenza di tipicità e l’utilizzo esasperato di tecnologie hanno generato nel mercato mondiale del vino.

Tutti i produttori del gruppo devono soddisfare almeno il primo livello della Carta della Qualità. 

 

Livello 1: I requisiti base

» Certificazione biologica dell’intera azienda (dopo un periodo di 3 anni di conversione), oltre a minimo due anni di applicazione dei metodi di agricoltura biodinamica. I punti chiave sono:

» Colture di copertura, inerbimenti – proibito l’utilizzo di diserbanti

» Apporto di compost organico per stimolare la vita microbica dei suoli

» Proibito l’utilizzo di fertilizzanti chimici che distruggono i terreni e il metabolismo delle viti

» Permesso esclusivamente l’utilizzo di prodotti naturali per combattere le malattie

» Divieto totale di utilizzo di prodotti chimici di sintesi che siano di contatto, sistemici ecc.

» Divieto di utilizzare viti frutto di ingegneria genetica

» Utilizzo esclusivo dei lieviti indigeni dell’uva; tutti i lieviti aromatici, o geneticamente modificati sono proibiti. (oggi l’Unione Europea autorizza l’uso di oltre 350 tipi di lieviti che portano a 350 aromi standard nei vini). Per champagne, cremant e metodi classici è permesso l’inoculo di lieviti indigeni.

» Non è permessa l’aggiunta di trucioli

» Proibita l’osmosi inversa insieme a qualunque trattamento fisico o chimico mirato a ridurre l’acidità volatile del vino

» Proibiti agenti di precipitazione (es. Carbossimetilcellulosa)

» Vietati tutti gli agenti usati per correggere la mancanza di nitrogeno (solfati, fosfati ecc.)

» Agenti antiossidanti come il sorbato di potassio sono vietati. L’uso di zolfo è tollerato ma in forma naturale. Lo zolfo è un prodotto naturale che le crucifere (ravanello, senape) e la maggior parte dei lieviti indigeni producono.

» Proibito l’utilizzo di legno nuovo

 

Livello 2: Andare oltre

» Selezione manuale delle future viti in modo da rispettare e aumentare la biodiversità. Ritorno alla selezione massale, no all’utilizzo di cloni per futuri impianti.

» Rispetto dei naturali processi di fermentazione, non è permesso l’utilizzo di agenti di correzione per nitrogeno (fosfati, solfiti ecc); né agenti attivatori della fermentazione (vitamine, tiamine, lieviti ecc.); proibiti l’aggiunta di enzimi, batteri o qualunque altro prodotto frutto di chimica, come anche qualunque additivo aromatico (alcuni di essi vengono permessi in vari paesi).

» Rispetto delle naturali condizioni di sviluppo della pianta, incluse le influenze climatiche e metereologiche. Proibita l’irrigazione per tutti i produttori Europei.

» La vendemmia manuale assicura un maggiore rispetto delle uve. No all’utilizzo di macchine per la raccolta.

» Rispettiamo la naturale ricchezza e varietà del vino: no all’aggiunta di zucchero, né a procedimenti di concentrazione industriale come la crioestrazione ecc.

» Nessuna modifica al naturale equilibrio del mosto né del vino; acidificazione o deacidificazione sono proibite.

» No all’aggiunta di gomma arabica

» Applicazione dei metodi di viticoltura biodinamica da minimo 3 anni

 

Livello 3: Quando le condizioni lo permettono

» Vendemmia manuale in più passaggi

» No alla filtrazione sterile sotto i 2 microns. No alla filtrazione con centrifughe.

» No collage.

» Certificazione biologica o biodinamica conseguita da almeno 7 anni (completo ripristino dell’ecosistema della vigna)

» Rispetto per le naturali condizioni della stagione. Proibita l’irrigazione per tutti i produttori, anche quelli del nuovo mondo.

In caso di condizioni climatiche particolarmente avverse, che il produttore deve obbligatoriamente segnalare al gruppo, possono essere previsti e tollerati straordinari interventi nelle pratiche di cantina.

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